Archivi categoria: Fumetti

Fiaba n. 1 ANNETTE

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E’ già tutto buio intorno e dentro la foresta nonostante il sole non sia calato del tutto.

Si è alzato il vento che adesso comincia a scuotere i rami degli alberi,uccellacci neri volano via con gran gracchiare.

Annette non ha altra scelta,per tornare a casa deve attraversare il sentiero che si inoltra nella foresta,e deve farlo prima possibile perché il sole continua a calare. Col buio e con i nuvoloni scuri che stanno ammassando nel cielo c’è il serio rischio per Annette di potersi perdere e restare bloccata nella foresta. Al freddo, al buio, con la pioggia.

Annette non ci pensa un secondo di più, si alza la gonna lunga e larga con le mani scoprendosi le caviglie per poter facilitare i passi più ampi e comincia a correre. Meglio inoltrarsi e attraversare il sentiero tutto d’un fiato!

Terra,muschio,foglie,rami,tanti rami,di alberi,alberi alberi e alberi. E il nero. Tutto nero per il buio, il sole è calato.

Annette si ferma,tremolante e col respiro affannoso,si aggiusta il cappello che più volte nella corsa ha rischiato di perdere. Chi c’è davanti a lei? Ma sta piangendo? Povera piccola, adesso Annette ti aiuta,no non spaventarti è solo un cappello a punta. Come ti chiami? Albicocca…Davvero ti chiami Albicocca? Ti stai prendendo gioco di me o i tuoi genitori si sono presi gioco di te quando sei nata?

No va tutto bene,non c’è bisogno di cominciare di nuovo col pianto. Annette vuole solo aiutarti,vedi?Ti tende la mano,vuole rimetterti in piedi e assieme potrete attraversare la strada buia e spaventosa della foresta. Ma perché stai rallentando adesso? E’ vero hai ragione,c’è un bagliore nel buio.Shh silenzio,ascoltiamo,forse è solo qualcun altro che si è perso. Si avvicina ,ripariamoci lì dietro,se non sono una minaccia ci faremo vedere.

Il bagliore era emanato da una lanterna,tre persone battevano la strada in cerca di qualcosa. Tre uomini che adesso parevano essersi accorti di un’altra presenza oltre alla loro.

Fermano i loro passi e si mettono ad ascoltare. Rivolgono la lanterna in ogni direzione per cercare di catturare con gli occhi anche il minimo movimento. Annette è indecisa,non sa se uscire allo scoperto o restare lì,intanto deve stringere forte la mano di Albicocca che ha ricominciato a tremare e teme un nuovo pianto .Ecco ci manca poco,Albicocca è quasi sopraffatta dalla paura e le lacrime cominciano a calare sulle guance,gli occhi chiusi e l’altra mano sulla bocca per non far trapelare rumori e singhiozzi. La premura di Annette non serve a nulla,Albicocca sta quasi per crollare. Sì Annette,la situazione si complica e tu hai pensato in fretta,ti capisco,la tua scelta è obbligata.

Estrae dallo stivaletto destro di pelle scura un coltello a lama liscia con impugnatura antiscivolo e con gesto fulmineo lo pianta dritto in mezzo agli occhi di Albicocca. Con l’altro braccio afferra il corpicino della piccola,che finalmente adesso ha smesso d’aver paura,per evitare che cadesse a terra facendo rumore…

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CAPITANO,MIO CAPITANO,CAPITAN HARLOCK

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« L’universo è la mia casa… la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca e mi invita a vivere senza catene… la mia bandiera è un simbolo di libertà »

(Capitan Harlock)

Non ha bisogno certamente di presentazioni,è un mito per molte generazioni,è un mito per me.

Lui,il grande capitano pirata che a bordo di un’astronave spaziale,l’Arcadia, solca traiettorie d’avventura tra le stelle nell’infinito universo!Il suo aspetto inconfondibile,mantello nero e grande cicatrice sul volto…..

I personaggi sono individui dal passato difficile,persone che hanno perso degli affetti e che in seguito si dedicano alla lotta.E donne,tante donne.Tutte bellissime,longilinee,ispirate nella grafica alla modelle degli anni Settanta.

Il nostro paese non ha trattato bene le gesta straordinarie di questo mitico corsaro spaziale.La censura,più del solito,si è abbattuta sulla storia del capitano,sulle vicende degli abitanti del pianeta terra e sulle rivendicazioni del popolo di Mazone.

Gli uomini della censura non si sono mossi perchè l’anime era particolarmente violento o perchè in esso comparivano,forse per le prime volte,scene di nudi femminili integrali……almeno non solo per questo.

Capitan Harlock è un’anime che ha offerto una serie di argomenti “difficili” da trattare.L’italia vi si è scagliata contro perchè in esso,particolarmete evidente,feroce e dichiarata,era la critica alla società opulenta e ottusa e soprattutto al controllo dei mass media.

A differenza  di Harlock ,Lupin III ad esempio,altro soggetto ambiguo poichè eroe ma comunque ladro e dunque intrinsecamente contro il sistema sociale entro cui si muove,si presta ad essere un soggetto “leggero”e non avere particolari problemi con la censura.Ma Harlock non è un personaggio che semplicemente “ruba”:l’anime e il fumetto originale sono caratterizzati da una paricolare vena polemica e anarchica che soprattutto negli anni settanta aveva un suo senso.Di fatto Harlock è un contestatore,non ruba un gioiello per poi andare in vacanza,la sua critica al sistema è portata dall’esterno nella convinzione che non si possa venire a patti con una società governata da principi ingiusti.La sua visione della società terrestre è molto critica ma si sforza di credere ad un mondo migliore per i pochi che ancora se lo meritano.

Capitan Harlock è un manifesto politico.

Capitan Harlock è sempre attuale.

Ricordo di bambina

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Come potrei essere in pace con me stesso se abbandonassi ora gli amici che hanno saputo combattere per salvarmi, amici con cui ho condivisi timori, che ormai considero alla stregua di fratelli! Li lascerei a loro stessi a solo scopo di aver salva la vita? No Scorpio, non lo farò! Sopravvivere a questo prezzo non mi interessa, a chi interesserebbe? L’amicizia che lega i cavalieri è un vincolo che non si disonora! La storia che lega i cavalieri di Atena al Grande Tempio narra episodi di altruismo e di spirito di sacrificio senza precedenti, narra gesta di generosa amicizia e di nobiltà d’animo! Mai la lealtà ed audacia avevano albergato qui al Grande Tempio come in questi gloriosi giorni, ed io dovrei abbandonare tutto questo per sopravvivere?

Li amavo….

IL PECCATO.NAPOLI 2008,IL 25

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Giorno della liberazione,aimè non molto sentito e non troppo rispettato,a cominciare (tanto per cambiare) dal nostro PREMIER(mi duole definirlo tale,è una macchietta in realtà).

Il 25 è stato anche il mio giorno al COMICON 2008,salone internazionale del fumetto e di animazione a Napoli.

Bella gionata,mi riferisco al meteo.Bella giornata,ora mi riferisco al suo piacevole svolgimento.Il tema di quest’anno era un colore,il magenta.Credo si tratti di una specie di rosso.Si parte in mattinata,si arriva dopo le 11.30,si passeggia sul percorso che ti porta al Castel Sant’elmo,dove si svolge la manifestazione.Anche la passeggiata piacevole.L’arrivo al castello.Si varcano i cancelli.A darti il benvenuto un cortile spazioso,poche aiule stranamente ordinate,il sole che lo carezzava e il vento che lo animava.E la fila.Una lunghissima fila per il botteghino,devo spaventarmi o sorridere?Sorrido sorrido,tanto interesse e passione per un tema e una manifestazione pienamente napoletana!E’ anche orgoglio!

Un’ora,il tempo di attesa per fare il biglietto ed entrare finalmete.Si fanno le scale,si entra nei corridoi…..

Colori,gente,tavole in mostra,stand.Tanti stand.E ragazzi,tanti ragazzi.E cosplay!Quattro giorni dedicati ad un magico mondo,quello dei fumetti.E’ davvero una dimensione incantata.Si scattano foto,si stringono mano,si conoscono nuovi stili.Tante novità da immettere sul mercato,tante le conferme di opere oramai consderate capolavori.A ragione.

Si lasciano i corridoi.Si sale interrazza.Panorama.Più che meraviglioso.Napoli,bellissima da lassù!

Si entra in una sala,divisa in stanze,e allestita con una mostra per metà dedicata ai 40 anni di Tex,l’altra metà era qualcosa di più articolato…..

All’ingresso della sala un cuore di animale imbustato.La spiegazione.Il cuore pompa il sange,da quel cuore partivano dei tubi in plastica rossi a simboleggiare le arterie.Le arterie,posizionate in alto a pochi centrimeti dal soffitto,raggiungevano diverse stanze,le alimetavano.Ogni stanza corrispondeva ad una zona del cervello,tutto stava a significare che che il sangue pompato dal cuore andava a irrorare una zona del cervello in cui presiede un particolare sentimento.Una bella ideazione.Ma cosa mi ha colpito?Non la mostra,non l’ideazione.Mi ha colpito la zona del cervello/stanza definita STANZA DEL PECCATO.

Alle mura,tavole disegnate raffiguranti ogni sorta di “perversioni”.Masochisti,feticisti,”torturatori” e altro genere che non riuscirei a catalogare.Sesso.Sesso inconsueto forse,fatto mentre si è legati o picchiati.

Al centro della stanza,tappeto rosso che ricopriva il pavimento,su di esso uno scheletro di materasso in fil di ferro,sullo scheletro ai quattro angoli larghi lacci in pelle e borchie utili per lagare mani e piedi.Un comico definirebbe questa posizione “a quattro di bastoni”.

Osservo il tutto,ma obietto.Osservo,ma guardo e dissento.Perchè quella stanza è stata chiamata stanza del peccato?Fare quello che veniva raffigurato nelle tavole era peccato?Perchè?Perchè quello è peccato??Cos’è il peccato?Fare sesso con qualcuno che desidera anche uno schiaffo magari mentre lo fate,è PECCATO?

Non sono d’accordo.E’ tutto intriso di religiosità,quella Morbosa però.Quella eccessiva.Il catechismo ci ha segnati.E’ davvero peccato?