La principessa gli stava seduta di fronte.Bellissima.Capelli lunghi,sciolti sulle spalle.Il sorriso più luminoso del sole.Chiacchieravano in barba all’etichetta.Quello non era solo un soldato o la sua guardia del corpo.Lei non aveva bisogno di guardie del corpo,lei era il capo di un esercito.Era il suo capo,il suo comandante oltre che la sua principessa.Splendida amazzone meravigliosamente abile con la spada.E lui.Il suo amante.Ancora vive le sensazioni della notte precedente.Lui sorrideva,lei risplendeva,biondissima con gli occhi di cristallo.
“In fondo le donne sono tutte uguali”gli dice lei.
“Sono tutte principesse?”fa lui.
“No,sono tutte puttane”.

Data la qualità dell’informazione odierna non ci stupiamo se molti dicono,no.
Io definisco il decreto Romani un colpo basso ad internet,e un possibilissimo bavaglio alla rete.
In sostanza il decreto nasce per mettere al bando la pornografia dalla rete,e in particolare per proteggere i piccoli di tenera età.Capita però che adesso tutti i siti a contenuto “violento”diventino inaccessibili ai giovani internauti.
Quello che non viene spiegato è che in pratica questo decreto (in disaccordo con tutte le direttive europee)amplia le responsabilità dei provider di siti come Facebook o Youtube che diventano direttamente responsabili di qualsivoglia violazione(anche e soprattutto di copyright),previste pene pesantissime(150.000 euro)
Scrive il Fatto Quotidiano:
“Con una similitudine non troppo azzardata, sarebbe come rendere la concessionaria di un’autostrada responsabile della guida pericolosa di un’automobilista in stato di ebbrezza. Basterebbe ben poco, in definitiva, a mettere fuori legge un qualsiasi video o un qualsiasi blog, senza che esso sia in sé “pornografico” o “violento”: una (anche) piccola violazione di copyright e il gioco (del governo) è fatto.
È altrettanto chiaro che i contenuti “vietati” per ragioni di salvaguardia del diritto d’autore potrebbero tornare in gioco…a pagamento su siti che la stessa Mediaset potrebbe fornire, in un domani non troppo lontano.
Da notare che, a ovest dell’ex-cortina di ferro, l’Italia sarebbe il primo e unico Paese ad avere in vigore misure di legge di questo genere. Il pericolo “censura” comincerebbe così a concretizzarsi. Molto presto, peraltro, dato che entro il 4 febbraio le commissioni di entrambe le Camere che sono state interpellate sulla questione dovranno esprimere un loro parere; poi sarà il Consiglio dei Ministri, in una delle sue prossime riunioni, a prendere l’ultima decisione, ovvero a ratificare la volontà delle alte sfere governative, senza fare sconti a chicchessia.”
Altro fatto sconcertante:questo decreto precede di poco un altro decreto approvato pochi giorni fa,il decreto Bondi,secondo il quale a tutti i dispositivi di memorizzazione (PC, dischi fissi, chiavette, lettori MP3, DVD…etc.) viene riconosciuta una tassa proporzionale alla loro capacità. Tale tassa viene pagata a titolo di legittimo risarcimento alla SIAE in quanto questi dispositivi possono essere usati per scaricare file protetti da Copyright. Super riassumendo: per la SIAE e lo Stato chiunque sappia usare un computer è ladro a prescindere.
Fausto Colombo(ma anche io)si è posto una domanda interessantissima : in una società dove io stesso sono completamente trasparente e rintracciabile attraverso l’uso della mia carta di credito,l’uso del cellulare,posso davvero accettare una limitazione a prendere ciò che mi si squaterna davanti,a portata di mano,attraverso la medesima tecnologia?
Berlusconi e la gaffe sulle dita della mano
Giochino con i bambini dell’Aquila: «Quante dita hanno dieci mani?». «Cento». «Bravi, di solito mi dicono 50»
L’AQUILA – «Quante dita ha una mano?». E’ la domanda che il premier Silvio Berlusconi ha fatto ai bambini della scuola elementare «Mariele Ventre» de L’Aquila, dove si è recato in visita oggi. I ragazzini sono stati al gioco e hanno risposto correttamente: cinque. «Quante dita hanno due mani?» ha poi chiesto il premier. Ancora una volta i bambini hanno risposto correttamente: dieci. «Passiamo a una domanda più difficile- ha poi detto Berlusconi – : quante dita hanno dieci mani?». I bambini in coro hanno risposto… «cento». E il Cavaliere: «Bravi, rispondono tutti cinquanta, voi invece avete dato subito la risposta giusta». Che però giusta non era: a dieci mani corrispondono infatti a 50 dita.
dal corriere.it
Le stagioni passano e le feste anche.I compleanni,il cattivo umore,l’adolescenza,certe volte passa pure la volontà…..
E’ un luogo comune,non ci fai caso ma poi ti ci ritrovi a pensare.
Una buona compagnia,un bel viso,il sorriso di un amica,un gesto che ti ha fatto battere il cuore,scartare un cioccolatino.
Le cose semplici restano sempre.
Mesi fa assiduo scambio di commenti con un tizio titolare di un blog wordpress che trattava una tematica specifica.Parlare male,e dico male male,di Napoli e dei napoletani.Secondo lui era impressionante il fatto che ogni giorno c’erano delle notize che riguardavano la città.Ogni giorno,e secondo lui non a caso,si verificava un evento che risaltava sulle cronache cittadine e nazionali.Mi pare normale,penso io,Napoli è una città grande,una metropoli,con un gran numero di abitanti.Mi pare ovvio che ogni giorno capiti qualcosa!Il tipo secondo me tendeva a selezionare le notizie.Giusto!il suo scopo era raccontare solo le cose brutte!
Proprio a quel tipo ho pensato quando ho letto questo articolo :
Treviso, «Sei napoletano e puzzi»
di PIETRO TRECCAGNOLI
TREVISO (22 luglio) – Ci si illudeva che certe brutte pagine di razzismo (la parola è questa, non nascondiamoci dietro gli eufemismi) fossero relegate nei cori da stadio, rilanciati dal leghista Salvini, o nelle pagine più amare di «Cuore». Ma si fa sempre a tempo a ricredersi. Basta leggere certe notizie che vengono dal Nord. Un dodicenne napoletano che vive con la famiglia a Treviso ha dovuto cambiare scuola perché i complimenti più affettuosi che gli sfrenati compagni di classe gli lanciavano erano «figlio di camorrista», «meridionale», «puzzolente».
I ragazzini non sono angeli, si sa. Soprattutto nella preadolescenza. I diversi sono spesso i bersagli preferiti per sfogare le proprie ansie. Da quelle parti, però, per beccarsi insulti feroci basta poco: per esempio, essere nati sotto un accento sbagliato. La madre del ragazzino, che frequentava la prima media, non ce l’ha fatta più e ha tolto il figlio dalla classe dei razzisti con i pantaloni corti. Via, aria, si cambia. «C’era una situazione non serena e il rendimento di mio figlio ne ha risentito, ma sulla bocciatura non dico nulla, se non ha studiato è giusto» ha raccontato la donna a un emittente televisiva locale, Antenna Tre Nordest. Non ha voluto presentare nessuna denuncia. Il suo sfogo di madre disillusa, amareggiata, più che arrabbiata, l’ha affidato al mezzo più veloce per scoperchiare un pentolone nel quale ribollono intolleranza e xenofobia.
«I compagni lo sbeffeggiavano» ha continuato la donna. «Intonavano canzoni contro i napoletani, dicevano di aver paura di lui, perché era ”figlio di un camorrista”, e lo emarginavano durante le attività scolastiche e ricreative».
Secondo il suo racconto non ci si limitava a sfottò verbali. Tra i gesti più odiosi dei ragazzini della scuola veneta c’era l’abitudine disinfettare le penne dopo che il «napoletano» le aveva toccate, «perché puzzavano».
La madre ne ha parlato con i professori che hanno minimizzato. È suo suo figlio ad avere problemi, avrebbero risposto. Lassù, però, sono abitati a questa terminologia da osteria, anche da sobri. Un anno fa, nel pieno dell’emergenza rifiuti, in un piccolo paese della provincia di Treviso, un’altra mamma napoletana aveva denunciato che suo bimbo di 8 anni era stato deriso per mesi dai compagni che lo chiamavano «monnezza».
Intervenne l’Ufficio scolastico regionale che, per il caso di bullismo,mobilitò degli ispettori. Pure allora i genitori decisero di far cambiare aria al piccolo. È quello che resta da fare quando non si può cambiare la testa di chi spegne il cervello. Sapendo di perdere, comunque.
La testa di chi spegne il cervello.Quello che mi preoccupa è che stiamo parlando di semiragazzini undicenni.Immagino i loro genitori…
Non dico quale pero.
Oggi ho ascoltato un servizio di Studio Aperto,giornale(?) televisivo Mediaset in onda su Italia 1.Il servizio in questione riguardava l’arresto dell’uomo accusato degli stupri di Roma.Raccontava delle perquisizione del suo appartamento in cui è stata ritrovata una video teca a tematica specifica,lo stupro appunto.Tra i video c’era anche il famosissimo film di Kubrik “Arancia Meccanica”(il film non è originale,forse il giornalista non lo sapeva che è tratto da un romanzo).Ebbene ciò che mi ha preoccupato è stato il modo con cui l’intera faccenda è stata tratta da Studio Aperto.Non hanno fatto altro che dare la colpa a questi video per i problemi dell’uomo.E’ colpa di arancia meccanica “espressione della pura violenza” se l’uomo è diventato violento a sua volta con le donne,se l’uomo nascondeva questi inconfessati,inconfessabili e incontrollati impulsi.Non dipende dunque dai possibili traumi infantili,da possibili rapporti conflittuali inconsci con la propria madre ad esempio.No Freud sbagliava quando diceva che IL BAMBINO E’ IL PADRE DELL’UOMO.
Dunque non è possibile che i problemi dell’uomo l’abbiano spinto a crearsi quella videoteca,no è il contrario.Dato che aveva quella videoteca sono sorti i problemi che hanno fatto di lui uno stupratore.
Quindi anche io sono violenta??Oddio,Arancia meccanica piace pure a me!Anzi vi dirò di più : uno dei film anime che più mi è piaciuto,e che ho rivisto di recente,è stato A KITE capolavoro di Yasuomi Umetsu…….cavolo ma a me piacciono i film con le sparatorie…..dovevo capirlo già dall’altro giorno quando un ragazzo mi ha detto che non è normale per una ragazza guardasi Gundam.Guerra e Robot che scassano tutto.Porca miseria ho appena ricordato di quando usavo come nick Tony Montana perchè adoravo Scarface…..
Ragazzi statemi alla larga……secondo studio aperto io sono una probabile assassina!
Per non parlare poi dello sciacallaggio puro che fanno con le vittime dei crimini,delle sciagure e degli incidenti.Sandro Viola ha ragione.”Il dolore non è notizia.Escludo che il compito del giornalista sia questo.La sommazione delle angosce.L’agitare sentimenti.l’impastare lagrime di spose e singhiozzi di figli.L’esporre a ogni giro di frase le proprie budella dolenti.L’accumulazione sfrontata di tutti i cascami del sentimentalismo italiano.UN GIORNALISMO CON SEMPRE MENO NOTIZIE,E SEMPRE PIU’ SCENEGGIATE NAPOLETANE.
Giorni fa un amico mi mostra entusiasta le strabilianti funzionalità del suo nuovo super tecnologico telefonino.Nel porgerlo davanti ai miei occhi noto lo sfondo.Del suo telefonino non me ne fregava una cippa devo ammetterlo,ma quello che è stato in grado di catturare è una cosa a dir poco meravigliosa.Mi sentivo di condividerla.Nei giorni scorsi è piovuto,è piovuto manco fossimo a novembre.Ma dopo aver smesso questo è quello che abbimo visto in mezzo al mare.Aprite gli occhi :
Il viaggio sembra essere finito.Perchè è finito tutto.
Ad ogni modo sembro essere tornata.Forse.Si spera.
Ripensando all’attualità dei giorni scorsi mi son resa conto d’aver perso davvero delle belle occasioni di chiacchierare.
Mi ricordo in modo confuso come ho trascorso i miei giorni.No anzi.Ricordo.
Ricordo che sono entrata a far parte di un’associazione,che mi sto dilettando con lo pseudo giornalismo scrivendo articoli,intervistanto persone.Semplici,comuni.Ricordo che l’adrenalina e il panico da esami hanno cominciato a scorrermi dentro a partire dal primo giugno.Ricordo che il 2 giugno ero disperata perchè rai uno trasmetteva una vaccata in tv invece di farmi guardare la Signora In Giallo,poi però le stronzate son finite lasciando il palcoscenico a Jessica Fletcher,applausi.Ricordo diaver ripreso col lavoro.Il lavoro fa male.E la mia capo è una stronza.E pure ruffiana.
Ricordo d’essermi fatta un regalo.Bello.Questi cosi se li comprano i bambini di 10 anni e tu,fa mia madre.Eh son bambini che ne capiscono,faccio io.Ricordo d’essermi incazzata.TANTO.EEH!!!Queste parole non stanno bene in bocca a una signorina,mi dicono.Ricordo d’aver rimandato affanculo.
Ricordo d’aver pensato che Philip Dick sia in realtà un profeta.E che in fin dei conti Blade Runner non mi piace.
Chissà se tutti quelli con cui ho avuto a che fare si ricordano di me…..





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